"La mia stazione"

La mia stazione: Basta.

domenica 5 settembre 2010

Basta.

Sento qualcosa dentro, qualcosa che preme sui precordi per uscire, qualcosa che urla senza voce, che piange senza lacrime. Non so bene cosa sia, ma forse l’unico modo per tirarla fuori è attraverso l’inchiostro di questa penna. Il rumore del mare si mischia al sapore amaro della birra, mentre il fumo della sigaretta litiga col vento. Sembra quasi di sentire il loro crudele alterco disperdersi nell’aria, illanguidirsi velocemente e intensificarsi dopo l’espirazione. Un masso mi schiaccia il cuore, sento il bisogno di liberarmene. Ho compiuto un passo indietro, credendo invece di stare avanzando. Ho sognato la briosa allegria che mette nel cuore l’amore, dimenticando ch’essa nel mondo là fuori esiste sul serio. Ho lesinato sentimenti. Ho scambiato emozioni per passioni. Ho indugiato sovente, premunendomi. Ho peccato d’abulia, nuotando nell’edonismo, confondendo voluttà ed amore. Pago il fio della mia colpa, tenendo acquattato il mio cuore dietro un diafano muro d’apatia. Vedo il calore con gli occhi, vorrei sentirlo con l’anima. La vita m’ha educato. Il memore tempo m’ha cambiato, lo stesso ch’adesso fuma la mia sigaretta e m’asciuga il pianto. Tiro su la mia scura bottiglia nel tentativo di mescere birra e speranze dentro al bicchiere, invano. Ha vuotato anche quella, nello stesso modo in cui sta vuotando la mia vita. Basta!


Settembre 2010, Pasquale Pillitteri

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