Non ho mai capito, né mai capirò, certi comportamenti dell’uomo. S
ono passati 5 giorni e sembra quasi mi sia abituato alla sua assenza, assuefatto alla solitudine. Il dolore s’offusca, pian piano, sullo scivolo – bagnato di lacrime - d’una parabola di mefitica nostalgia, s’attenuerà sull’ordinata del tempo, fino a quando non intersecherà la retta di simmetria, poi, sfidando la pendenza, tornerà a farsi sentire, ardito, edotto del suo ritorno imminente. L’assenza, come un sole, scotta il cuore ad ogni alba e ad ogni occaso. Abitudine e nostalgia si spartiscono il cielo diurno del mio sentire, ma è quasi giunta l’agognata notte.
ono passati 5 giorni e sembra quasi mi sia abituato alla sua assenza, assuefatto alla solitudine. Il dolore s’offusca, pian piano, sullo scivolo – bagnato di lacrime - d’una parabola di mefitica nostalgia, s’attenuerà sull’ordinata del tempo, fino a quando non intersecherà la retta di simmetria, poi, sfidando la pendenza, tornerà a farsi sentire, ardito, edotto del suo ritorno imminente. L’assenza, come un sole, scotta il cuore ad ogni alba e ad ogni occaso. Abitudine e nostalgia si spartiscono il cielo diurno del mio sentire, ma è quasi giunta l’agognata notte.Ottobre 2010, Pasquale Pillitteri.

Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.