"La mia stazione"

La mia stazione: Il primo fumo del nuovo tempo.

domenica 2 gennaio 2011

Il primo fumo del nuovo tempo.

2010. Ho assistito alla sua dipartita gavazzando obliosamente. L'ho sentito illanguidirsi - pian piano - ed alfine spegnersi, dentro me. Allora ho acceso un petardo, per compensare - forse. Ma dopo averlo mandato al patibolo, mi preme esaminarne la vita. Chiudo gli occhi, dunque, e ripercorro contromano i binari del tempo, demandando a dell'ignaro tabacco mansioni di macchinista. Rivedo in lontananza strade che m'han reso felice, paesaggi che hanno destato la mia meraviglia, ed immagini - fisse - che ho voluto stampare permanentemente nella mente mia. Voci brulicanti fanno da sottofondo al dolce canto degli acciai che si accarezzano sotto i miei piedi. Respiro ancora quella strana voglia che solevo cogliere da una autostrada qualche mese fa, respiro ancora quel vento di libertà che, finché ha potuto, ha reso paghi i miei polmoni, m'ha gonfiato il cuore. Risento il peso del mio zaino, contiene Roma, Valencia, Barcellona, Foggia, Bari, buona parte della Sicilia. Milioni di volti, di situazioni, di esperienze aumentano la tensione delle cinghie sulle spalle producendo un dolce dolore. Poi un ineffabile bocciolo si mostra a me, è la mia odierna rosa, la riconosco dal profumo. E grappoli, tanti grappoli di glicine deliziano il mio guardo. Scrivo, scrivo tutto dentro. Mentre anche il macchinista muore ricalco il tempo per serbare dentro al cuor mio la mera essenza dell'anno estinto. Faccio incetta di ricordi, lieti o laidi, perché quel che veramente conta è il modo nel quale li ho assaporati, li ho vissuti, li ho disegnati sulla lavagna dell’anima per mezzo delle emozioni e delle piccole sensazioni.

Gennaio 2011, Pasquale Pillitteri

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