"Che sia sereno il tuo cielo, che sia luminoso e tranquillo il tuo caro sorriso, che tu sia benedetta per quel minuto di beatitudine e di felicità che tu hai dato ad un altro cuore solitario e riconoscente!
Dio mio, un minuto di beatitudine! Ma è forse poco questo, sia pure per l'intera vita di un uomo?"
da Le notti bianche - Dostoevskij

Ho sempre dato un valore alto ai sogni e l'ho espressamente scritto anche qui in passato. Ti soffiano dentro producendo un dolce vento di serenità. Basta chiudere gli occhi per sentire il dolce afflato, basta tagliare qualsiasi legame con la realtà per sentire l'amabile refolo sfiorarti i sensi. Ed ogni notte, sommerso dal buio più profondo, guardo dentro di me, per trovare la luce. L'uomo ha paura subconscia del buio, per questo sogna. Ricrea icasticamente la luce del giorno dentro i suoi voli onirici, si aggrappa alla fantasia per generare lucore dall'ombra, per raccogliere colore dal nero, per mietere la vita dalla morte. E questa brama alligna nel più profondo livello dell'essere. E' un anelito congenito, ligio a tutti gli stadi della vita umana. Persino da morto l'essere umano agogna, ed i vivi lo capiscono! Non appena percepiscono la richiesta che deflagra corrono a comprare un cero. Per non parlare della mestizia che suscita un'uggiosa giornata od una scialba nuvola che offusca il nitore del cielo.
Il mio stato d'animo, quest'oggi, è figlio della scura notte che ha frodato il giorno ed adesso entra dalla mia finestra aperta. Il mio avvertire è schiavo del disagio e l'unica via di fuga, l'unica fonte di ossigeno, è il sogno. Questo pomeriggio ho sentito d'un posto lontano, nel quale le notti estive non hanno bisogno di dormire. A San Pietroburgo le tenebre posseggono qualcosa di mistico, sono colorare da caldi crepuscoli che accarezzano le palpebre dei fortunati residenti. Questi non hanno bisogno di chiudere gli occhi per avvertire la luce nel buio poiché la natura provvedere a chiudere la porta d'uscita al sole, per qualche mese. Tra foto di sensazioni forti la mia ondivaga mente trova così sollievo sull'asfalto immaginato d'una ascetica Prospettiva Nevsky.
Bisogna scavare parecchio sotto le sabbie della propria anima per trovare un granello di acqua. Poiché solo quando la sensuale sensazione di un tatto madido produce un palpito al cuore, possiamo accorgerci di quello che sta accadendo sull'orizzonte che sta davanti gli occhi. Una speculazione spirituale deve far scattare la serratura della comprensione. Sfumature e voci di luminescenti colori riempiono occhi, cuore e polmoni. E' bastato un solo minuto per trovare l'alba dentro un imbrunire e devo ringraziare TE per questo.
Luglio 2011, Pasquale Pillitteri.

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