"La mia stazione"

La mia stazione: Aida.

lunedì 12 luglio 2010

Aida.

Mi perdo in quell’ambiente misterioso e desueto. Viaggio controtempo, chiudo gli occhi per un istante e sogno. Sì, questa sera sogno, come forse non ho mai fatto prima. Mi capita spesso di vagare con la mente, ma oggi è diverso, troppo diverso. E così, guidato dalle emozioni, mi trovo catapultato in un universo assurdo. Sento il loro canto, le loro voci complementari, i picchi d’acuti e i toni gravi, ma non sono certo ch’esse provengano dal palco. No, le sento dentro, scavano, si insinuano, mi turbano. Non riesco a comprenderle, ma capisco… capisco benissimo. E mi accorgo di stare osservando il mondo con i loro occhi, di riuscire a sentire i loro patemi, le gioie, la rabbia. Le loro corde vocali vibrano insieme ai miei sentimenti. Mi sento scoperto, ho messo a nudo la mia anima, la sento gelare a causa di questo buio vento estivo. Prendo aria a pieni polmoni e m’ entran dentro fiumi d’ emozioni. Stranamente una fugace lucciola riesce a spostare il mio sguardo ammaliato. Guardo il cielo e sorrido.


Pasquale Pillitteri
11/07/2010, Aida al Teatro di Verdura

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